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Tessile

 

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                      ALLEVAMENTO, FORESTE E PESCA       

    L’allevamento del bestiame in Angola (produzione, trasformazione e commercializzazione della carne) riguarda delle quantità del tutto modeste rispetto al potenziale del paese, mentre solamente una minima parte del bestiame è coperta dalle campagne di vaccinazione e di assistenza sanitaria.  Il servizio  della veterinaria, trascurato per troppi anni, è del tutto assente in vaste aree del territorio, con ripercussioni estrememanente negative soprattutto per quelle aree caratterizzate da alta intensità di malattie animali (come la mosca tsè-tsè). Ricostruire l’intera filiera richiederà ovviamente tempo, ma il rilancio del settore, che costituisce una delle priorita’  del paese per una diversificazione della sua economia e per uno sviluppo equilibrato e sostenibile, è gia’ stato  avviato a partire dal 2006 con un vasto programma governativo. Gli investimenti stranieri vengono percio’ favoriti ed incentivati, specie se suscettibili di apportare nuove tecnologie, creare occupazione e fornire assistenza tecnica. 

    Le foreste svolgono un ruolo fondamentale per la società angolana, fornendo risorse utili per la sussistenza delle famiglie (soprattutto frutta, legna e carbone) e possono rappresentare un ottimo sbocco per l’esportazione di legno pregiato. Data l’assenza di dati statistici è difficile indicare quale sia il potenziale di produzione delle foreste angolane; è però certo che la ricchezza eccezionale di foreste su un territorio ampio (grande quasi quattro volte l’Italia), ricco d’acqua e sfruttato solo in modo artigianale dall’economia di sussistenza, rappresenta un ottimo campo di investimento produttivo. Oltre alla nota Foresta di Maiombe di Cabinda, vi sono ampie superfici, soprattutto nelle province settentrionali, coperte da foreste ricche di varietà arboree rare. Il Governo sta cercando di favorire lo sfruttamento razionale e sostenibile delle risorse naturali anche in questo settore, al fine di non pregiudicare l’equilibrio naturale dell’ambiente. In tale contesto il know-how e la tecnologia delle nostre imprese potrebbe essere una utile risorsa per il paese, mentre l’Italia potrebbe rappresentare un naturale canale di sbocco delle esportazioni di legname. 

    

    L’Angola ha una linea costiera di 1.650 Km. con una piattaforma continentale di 50.000 Km² ed una zona economica esclusiva di 330.000 Km². Le acque angolane sono ricche di pesce pregiato, grazie all’influsso benefico della corrente di Benguela a sud e della corrente dell’Angola a nord. 

    Il 3 maggio 2005 e’ entrata in vigore  la nuova legge (L.14/05) sulla pesca e sulle risorse biologiche marine, che ha introdotto importanti novita’ ampliando i limiti di pesca per aumentare il livello di cattura, ma allo stesso tempo introducendo rigide norme per la preservazione del patrimonio ittico e delle altre risorse biologiche marine. Accanto alla cattura effettuata con tecnologia moderna, soprattutto ad opera di pescherecci stranieri (cinesi, coreani, spagnoli e marocchini), vi è un’estesa attivita’ di pesca artigianale che non riesce tuttavia a sopperire al fabbisogno interno ed a svilupparsi per i mercati locali per l’assenza di idonei mezzi per la conservazione e distribuzione del prodotto. Il Governo, con la collaborazione della FAO e dell’UE, sta compiendo sforzi per razionalizzare il settore, al fine di migliorare l’offerta per il mercato interno, sostenere i produttori e le imprese nazionali e ottimizzare l’uso delle risorse, potenziando le esportazioni pur nella tutela dell’ambiente. A tal fine vengono privilegiati progetti di investimento che, al di la’ delle attivita’ di pesca, comportino la riabilitazione o la creazione di strutture per la conservazione e la trasformazione del pescato ed assicurino  formazione ed occupazione. 

    

    Nel complesso la produzione registra oggi una forte crescita, anche per i recenti accordi conclusi con il Marocco e con la Cina per la trasformazione del pescato.


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