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Investimenti_privati

 

Investimenti_privati

 

LA LEGGE SUGLI INVESTIMENTI PRIVATI

 

La legge sugli investimenti privati (Legge 11/03 del 13-05-2003),  fissa i parametri di base e stabilisce i benefici e gli obblighi connessi agli investimenti esteri. Essa intende incoraggiare gli investimenti nazionali e stranieri concedendo all’investitore estero un trattamento non discriminatorio, offrendogli incentivi fiscali e doganali, e semplificando le relative procedure amministrative. Gli investimenti nel settore petrolifero e diamantifero restano fuori del campo di applicazione della norma, essendo regolati da leggi specifiche. Sono parimenti esclusi dal campo di applicazione anche la difesa, l’attività bancaria, l’amministrazione dei porti e degli aeroporti e altri settori considerati di esclusiva competenza dello Stato.            

    La legislazione commerciale e’ tuttora antiquata, complessa e dispersiva, ma e’ allo studio una profonda riforma dell’intero settore; i servizi legali sono molto costosi. La legge sugli investimenti garantisce il rimpatrio dei profitti e dei dividendi delle imprese straniere, ma queste operazioni devono essere preventivamente approvate dalla Banca Centrale (Banco Nacional de Angola – BNA), la quale può anche sospendere temporaneamente il rimpatrio dei fondi o imporre la rateizzazione di tali trasferimenti in caso di rischi alla stabilità della bilancia dei pagamenti.            

    Esistono condizioni molto restrittive per l’impiego di personale espatriato nelle imprese locali fondate da investitori stranieri, nell’ambito in particolare del processo di “angolanizzazione” promosso dal Governo per favorire lo sviluppo della forza lavoro locale.          

    Il settore finanziario comincia a  svilupparsi grazie alla recente creazione a Luanda di un Mercato di Capitali e di una Borsa Valori. La dollarizzazione dell’economia, efficacemente contrastata dalla politica del “Kwanza forte” condotta dal Governo si è allentata. I sistemi contabili sono ancora poco trasparenti e non coerenti con i principi internazionali. La rete di infrastrutture è precaria e i servizi sono di bassa qualità, anche se in rapido, graduale miglioramento grazie all’aumento delle pressioni competitive, e alla presenza degli stranieri.            

    Per ulteriori informazioni è consigliabile di consultare il sito dell’ANIP (Agenzia Nazionale Investimento Privato).

 


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